I momenti più attesi erano quand as bateva al furment, la trebbiatura del grano, che accadeva quasi insieme all'inizio delle vacanze estive e la vendemmia, che coincideva con i primi giorni  di scuola e che ti veniva incontro, al rientro pomeridiano, con il suo inconfondibile profumo dell'uva ammostata. Quando si trattava di trebbiare il frumento, attività che si protraeva per diversi giorni, tut hannevan fena adsura i cavì, tutti ne avevano fin sopra i capelli, anche le polveri, che si spargevano nell'aria e avvolgevano interi angoli del paese. Il vivere quotidiano era sovrastato dai rumori del menelich, il grosso martello della macchina imballatrice e da quello dei trattori a testa calda. Di essi sapevo distinguere a distanza, in base al tipo di accellerata, se si trattasse di un Orso o di un Landini, 25 o super che fosse. Da analoghi rumori, mitigati dalla lontananza o dai capricci del vento, si sapeva quando la battitura aveva luogo negli altri borghi vicini, alla Dorina, a Santa Croce o, avvicinandosi al fosso di Rivalto, al Turàt da Bass. Io ero particolarmente coinvolto in quella di Giusep Brigada ad Santa Cruz, dove aiutavo alla cavra, la capra, un cavalletto di legno con cui si preparavano i fili di ferro da usare poi alla pressa per legare le balle di paglia. Oltre a divertirmi assai, venivo pure compensato con una mancia e col sedere a tavola insieme ai macchinisti e agli altri aiutanti, cosa che mi faceva sentire grande e mi dava la possibilità di ascoltare un'infinità di storie.